E la Terapia?
L’obiettivo del trattamento dei disturbi temporo-mandibolari (DTM) è ottenere il massimo miglioramento possibile in termini di comfort e funzionalità. Per alcuni pazienti, questo risultato ideale può essere completamente raggiunto; per altri, a seconda della natura e dello stadio della condizione, la gestione efficace dei sintomi diventa l’obiettivo primario.
La terapia appropriata viene definita in base alla gravità e alle caratteristiche specifiche del disturbo. In alcuni casi, è sufficiente un trattamento semplice volto a rilassare i muscoli e ridurre l’infiammazione. In altri, è necessario un approccio diagnostico e terapeutico più completo.
Terapia TENS (Stimolazione Nervosa Elettrica Transcutanea)
Una volta diagnosticato il DTM e stabilito il piano di trattamento, il primo passo terapeutico consiste nel rilassare i muscoli masticatori, spesso iperattivi, affaticati o in spasmo. Ciò si ottiene tramite la TENS, una stimolazione elettrica a bassa intensità alimentata da una batteria da 9 volt, che rilassa i muscoli facciali.
Una seduta TENS dura in genere circa un’ora (a volte di più). I pazienti avvertono una stimolazione ritmica e leggera sulle guance, durante la quale possono leggere o riposare. È simile a un “massaggio elettronico” per i muscoli del viso. Questo metodo è spesso preferito ai farmaci, che agiscono su tutto il corpo e possono causare effetti indesiderati. La TENS rilassa efficacemente e in modo mirato i muscoli del viso e della mandibola.
Stabilire la Nuova Posizione Occlusale
Dopo la TENS, si registra la posizione di riposo della mandibola, insieme a eventuali cambiamenti nell’attività muscolare (tramite EMG). Anche l’arco di movimento mandibolare viene tracciato al computer per aiutare il dentista a individuare una nuova posizione terapeutica dell’occlusione, prossima a quella di riposo naturale. Queste informazioni rappresentano una sorta di “mappa della salute” per l’intero sistema temporo-mandibolare: muscoli, nervi, articolazioni e denti.
Ortesi o Placca Occlusale
Utilizzando i dati raccolti dalle registrazioni computerizzate, il dentista realizza un dispositivo ortotico (detto comunemente “bite”), realizzato con anatomia dentale dettagliata e colore simile ai denti. Questa ortesi si applica sopra i denti posteriori inferiori, estendendosi fino dietro gli incisivi, ed è confortevole e discreta. Viene indossata 24 ore su 24 per alcuni mesi, rimuovendola solo per la pulizia.
Il bite consente alla mandibola di chiudersi in una posizione muscolarmente sana, aiutando i muscoli a “rieducarsi” verso un movimento fisiologico. Molti pazienti riferiscono miglioramenti significativi dei sintomi già dopo un mese.
Rivalutazione e Monitoraggio del Trattamento
Dopo tre mesi di utilizzo continuo del bite, si effettua un nuovo esame computerizzato della funzione mandibolare e muscolare. I risultati vengono confrontati con i sintomi del paziente per valutare l’efficacia del trattamento e discutere le opzioni terapeutiche successive.
Trattamento a Lungo Termine
Dopo 3–6 mesi, il paziente può decidere di mantenere la nuova posizione occlusale tramite:
- Ricostruzioni dentali
- Rimodellamento selettivo dei denti
- Dispositivi removibili di lungo termine
Un’altra opzione è l’eruzione passiva guidata, che consiste nel rimuovere progressivamente la copertura in plastica del bite sopra l’ultimo dente posteriore per consentirne l’eruzione naturale, ripetendo il processo con i denti anteriori.
Alcuni pazienti decidono di non indossare l’ortesi a tempo pieno o di non modificare l’occlusione naturale in modo permanente. In caso di ricomparsa dei sintomi, possono riprendere l’uso del bite.
Opzione Chirurgica
Solo una piccolissima percentuale di pazienti richiede una valutazione chirurgica. L’intervento è indicato solo nei casi gravi (traumi importanti, funzione mandibolare compromessa). La chirurgia non è il trattamento iniziale, ma un’opzione se i trattamenti conservativi non sono efficaci.
Approccio Multidisciplinare
Poiché l’ATM è collegata alle articolazioni cervicali e craniche, il dentista neuromuscolare può collaborare con:
- Chiropratici cervicali
- Fisioterapisti
- Terapisti miofunzionali
- Massofisioterapisti
Quando indicato, il paziente può essere inviato a valutazione medica specialistica in neurologia, otorinolaringoiatria, medicina interna, riabilitazione o terapia del dolore.
Occlusione Neuromuscolare: Il Morso Confortevole
L’occlusione dentale indica come i denti superiori e inferiori si uniscono.
L’occlusione neuromuscolare si verifica quando l’occlusione è coordinata con una funzione muscolare sana e rilassata.
L’occlusione neuromuscolare si verifica quando l’occlusione è coordinata con una funzione muscolare sana e rilassata.
Molti pazienti, anche senza DTM, non possiedono un’occlusione neuromuscolare stabile. I muscoli possono essere attivi a riposo e disfunzionali durante la masticazione o la deglutizione. Questo squilibrio può favorire lo sviluppo futuro di un DTM.
Pazienti che necessitano di protesi, ricostruzioni o dentiere possono beneficiare di una corretta funzione muscolare.
Creare una occlusione neuromuscolare sana, con l’ausilio degli strumenti computerizzati, può migliorare comfort, funzione e salute dentale.
Creare una occlusione neuromuscolare sana, con l’ausilio degli strumenti computerizzati, può migliorare comfort, funzione e salute dentale.
Breve Introduzione all’Occlusione Neuromuscolare
La posizione di riposo mandibolare è quella in cui i denti non sono a contatto—cioè per la maggior parte del tempo. A riposo, la mandibola è sospesa tra le ATM ed è mantenuta da muscoli in uno stato di rilassamento completo.
Pensala come un’amaca tra due alberi. A riposo, i denti sono separati da circa 1–2 mm.
Perché è importante?
A riposo, tutti i muscoli coinvolti sono rilassati. Come le braccia: quando sono a riposo, i muscoli che le muovono sono distesi. La mandibola funziona allo stesso modo.
Quando mastichiamo o deglutiamo, la mandibola si alza e chiude i denti per consentire il riflesso della deglutizione (circa 2.000 volte al giorno).
Quando mastichiamo o deglutiamo, la mandibola si alza e chiude i denti per consentire il riflesso della deglutizione (circa 2.000 volte al giorno).
Tensione e Affaticamento Muscolare: un Problema Nascosto
Se la distanza tra i denti a riposo supera i 2 mm, il tempo necessario per raggiungere l’occlusione è eccessivo. Il corpo si adatta, mantenendo la mandibola in una falsa posizione di riposo, che mantiene i muscoli in lavoro continuo, non a riposo.
Questa tensione cronica porta a affaticamento, disfunzione o spasmo muscolare: una delle cause più comuni (e spesso invisibili) dei disturbi temporo-mandibolari.
Per Fare un Morso Sano Servono Muscoli Rilassati
Un morso sano e confortevole non dipende solo dall’estetica o dalla chiusura dentale. Deve essere supportato da muscoli rilassati a riposo e forti ed equilibrati durante la funzione.
L’occlusione neuromuscolare è un elemento chiave per il trattamento dei DTM causati da malocclusioni patologiche.
Un morso comodo equivale a un’occlusione neuromuscolare sana.
L’occlusione neuromuscolare è un elemento chiave per il trattamento dei DTM causati da malocclusioni patologiche.
Un morso comodo equivale a un’occlusione neuromuscolare sana.